05/11/2026
STORIE NELLA STORIA | Genoa-Milan: due finali, un forfait e un sorteggio
Domenica 8 novembre al Luigi Ferraris si gioca la centocinquantottesima partita fra il Genoa e il Milan. È una delle serie più lunghe dell’archivio della Fondazione, e anche una delle più irregolari: in tre occasioni il risultato ufficiale non è quello maturato sul campo, e in una di queste non fu deciso nemmeno a tavolino.
La serie comincia da due finali
Il primo incontro fra le due squadre non fu una partita di campionato: fu la finale.
5 maggio 1901, a Genova. Genoa-Milan 0-3. Il Milan vinse lì il suo primo titolo italiano, interrompendo la serie del Genoa, che aveva vinto tutte e tre le edizioni precedenti del campionato. Si giocò sul campo dei campioni in carica, com’era la consuetudine di allora.
13 aprile 1902, ancora a Genova. Genoa-Milan 2-0. Dodici mesi dopo le due squadre si ritrovarono in finale, e stavolta la vinse il Genoa.
Due partite, due finali consecutive, una per parte. Nessun’altra scheda dell’archivio comincia così.
Le partite che il campo non ha deciso
Nei centocinquantasette precedenti ci sono tre righe in cui il risultato ufficiale non coincide con quello che si vide giocare.
8 aprile 1906 — Milan-Genoa 3-0 a tavolino
La prima trasferta del Genoa a Milano non si disputò. Il Genoa non si presentò, non avendo più alcuna possibilità di conquistare il campionato di quell’anno, e la partita fu omologata 3-0 a tavolino per forfait.
28 aprile 1912 — Milan-Genoa 1-0, con il Genoa che lascia il campo al 24′ della ripresa
È l’episodio più circostanziato di tutta la scheda, e la nota del Comitato lo ricostruisce minuto per minuto.
Il centravanti del Milan Luigi «Zizì» Cevenini III sbloccò il risultato al 24′ del secondo tempo, sfruttando una verticalizzazione del belga Louis Marie van Hege, soprannominato «Pallido saettante», che aveva ricevuto il pallone in evidente posizione di fuorigioco dall’italo-uruguaiano Julio «Giulio» Bavastro II. Il dirigente del Genoa, Vieri Arnaldo Götzlöf, entrò in campo per parlamentare con l’arbitro, Emilio «Mili» Colombo di Milano, chiedendo l’annullamento della rete. Respinta la richiesta, decise di ritirare la squadra.
Il risultato fu omologato così com’era nel momento del ritiro: 1-0. Non 0-3, non 2-0: il punteggio del campo, cristallizzato all’istante in cui il Genoa uscì.
Götzlöf, un anno e mezzo prima, era stato nominato presidente del Genoa: era il 18 novembre 1909.
16 giugno 1929 — una qualificazione estratta a sorte
Nel 1929 Genova 1893 e Milan si giocarono la qualificazione italiana alla Coppa dell’Europa Centrale. Il 30 maggio, a Milano, finì 2-2 dopo i tempi supplementari. Il 12 giugno, nello spareggio a Genova, 1-1, ancora dopo i supplementari. Non restava altro da giocare.
Quattro giorni dopo, nella sede del Milan, la qualificazione fu assegnata per sorteggio. Uscì il Genova 1893.
Nelle tabelle dell’archivio quell’incontro è conteggiato come vittoria del Genoa, ma il dato del campo non viene cancellato: accanto alla cifra compare la scomposizione fra parentesi — 27 [26 + 1] vittorie in casa, 25 [26 − 1] pareggi — che tiene traccia del pareggio effettivo. È l’unica riga della scheda in cui il risultato ufficiale non è stato deciso né sul campo né a tavolino, ma da un’urna.
I numeri
Il bilancio complessivo, al 17 maggio 2026, è di centocinquantasette incontri: settantotto a Genova e settantanove a Milano.
In casa, settantotto partite: ventisette vittorie, venticinque pareggi, ventisei sconfitte, 94 reti segnate e 101 subite.
In trasferta, settantanove partite: undici vittorie, ventidue pareggi, quarantasei sconfitte, 76 reti segnate e 140 subite.
Le competizioni sono sei: centoquarantaquattro incontri di massima serie, due di Serie B, due di Coppa Federale, due per la qualificazione alla Coppa dell’Europa Centrale, sei di Coppa Italia e uno di Coppa dell’Amicizia Italo-Francese — la finale del 16 giugno 1963, a Milano, vinta 2-1 dal Genoa.
Una cifra da correggere
Nella scheda il totale complessivo è indicato in centocinquantanove incontri. Il numero non torna, e lo dicono i dati della scheda stessa: settantotto in casa più settantanove in trasferta fanno centocinquantasette; la somma per competizione dà centocinquantasette; e la numerazione progressiva dell’elenco degli incontri arriva a 157, con l’ultimo — Genoa-Milan 1-2 del 17 maggio 2026 — alla riga 157.
Anche la riga delle vittorie, dei pareggi e delle sconfitte conferma: 38 + 47 + 72 = 157.
Il refuso è nella sola casella del totale. Lo segnaliamo al Comitato perché venga corretto prima della prossima revisione della scheda: è il genere di errore che, se non intercettato, viene poi ripreso da chi cita il documento.
Dove si è giocato
La scheda registra anche i campi, e il conto delle sedi racconta sessant’anni di storia urbana.
Delle settantotto partite interne, settantuno si sono giocate a Genova: tre alle Gavette, due a San Gottardo e sessantasei a Marassi, nell’impianto che oggi porta il nome di Luigi Ferraris. Le altre sette non si giocarono in città: una a Novi Ligure e una aLucca, entrambe per squalifica del campo.
Anche il Milan ha traslocato: due delle partite in casa dei rossoneri si disputarono a Novara e a Napoli.