26/10/2026
STORIE NELLA STORIA | La prima volta fu una finale: Genoa-Juventus, 13 aprile 1903
Mercoledì al Ferraris si gioca il centosessantaseiesimo incontro fra il Genoa e la Juventus. Il primo, centoventitré anni fa, fu una finale di campionato: la vinse il Genoa 3-0, ed era la prima finale della storia bianconera.
Le due squadre si sono incontrate centosessantacinque volte. La prima fu il 13 aprile 1903, e non era una partita qualsiasi: era la finale del Campionato Italiano di Football. Finì 3-0 per il Genoa.
Vale la pena fermarsi su questo. Nell’archivio della Fondazione, la riga numero uno della scheda Juventus non è un’amichevole né una gara di girone. È l’ultimo atto di un campionato.
Il giorno di Pasquetta
La finale era in programma per il 29 marzo. Fu rinviata, e si giocò il lunedì dell’Angelo — Pasqua, nel 1903, cadeva il 12 aprile. È uno dei motivi per cui la scheda dei precedenti registra «Lunedì 13 aprile 1903»: in un’epoca in cui il campionato si decideva in poche giornate, le date si spostavano con una facilità che oggi sarebbe impensabile.
Il Genoa segnò una volta nel primo tempo, con Henri Dapples, e raddoppiò nella ripresa con Joseph Agar. Il terzo arrivò da un’autorete di Gioacchino Armano. Arbitrò Hans Suter, di Milano.
Per il Genoa era il quinto titolo italiano. Per la Juventus, arrivata in finale per la prima volta dopo aver superato il Milan in semifinale, era l’inizio di un’altra storia.
E anche la seconda volta fu una finale
Il dato che si fa notare, scorrendo la scheda, è che non fu un caso isolato. Il 27 marzo 1904 le due squadre si ritrovarono in finale, di nuovo a Genova, e di nuovo vinse il Genoa: 1-0.
Due incontri, due finali di campionato, due vittorie rossoblù. Solo dal 1905 il nome della Juventus comincia a comparire nelle righe dei gironi finali, e il rapporto fra le due squadre diventa quello di un calendario regolare.
Dove si giocò
Le prime quattro partite interne del Genoa contro la Juventus — le due finali comprese — si giocarono alle Gavette, in Val Bisagno. È il nome che l’archivio della Fondazione registra, e non è una sfumatura: lo stesso terreno è comunemente citato come «campo di Ponte Carrega», dal ponte settecentesco che sta sull’altra sponda del Bisagno, e la letteratura locale considera quella denominazione impropria.
La quinta gara interna era in programma su un altro campo ancora, San Gottardo, il 29 maggio 1910. Non si giocò mai: la Juventus non si presentò e il Genoa vinse 2-0 a tavolino. È l’unica delle centosessantacinque partite che nell’archivio non ha una cronaca.
Dalla sesta in poi — settantotto volte — si gioca al Luigi Ferraris. Quella di mercoledì sarà la settantanovesima.
Due a zero a tavolino, l’altra volta
Nello stesso 1910 c’è un secondo risultato assegnato dal tavolino, e stavolta la partita era cominciata. 6 marzo 1910, Juventus-Genoa: sul 2-2, al 23′ del secondo tempo, i bianconeri lasciarono il campo in segno di protesta contro un calcio di rigore concesso al Genoa dall’arbitro Felice «Lice» Berardo II di Torino. Fu omologata 0-2.
La terza vittoria a tavolino rossoblù porta la data del 2 dicembre 1923: la Juventus aveva vinto 2-1 sul campo, ma aveva schierato Virginio «Viri» Rosetta, irregolarmente tesserato.
Mercoledì, la centosessantaseiesima
L’ultimo precedente è del 6 aprile 2026, Juventus-Genoa 2-0. Mercoledì 28 ottobre, alle 20:45 al Luigi Ferraris, si aggiunge la casella numero centosessantasei.
Centoventitré anni e mezzo dopo quella Pasquetta, l’archivio della Fondazione tiene ancora il conto — con i nomi e con i campi di quel giorno.
Vieni a scoprirla al museo
Museo della Storia del Genoa — Via al Porto Antico 4, Genova