STORIE NELLA STORIA | Genoa–Frosinone: la sfida più giovane del nostro archivio

Sabato al Ferraris si gioca il capitolo numero 11. È il confronto più recente di tutto l’archivio della Fondazione: la prima volta è del 2006, e in Liguria non c’era ancora nessuno che potesse dire «me la ricordo da bambino». Ma quel pomeriggio di dicembre ha lasciato dietro di sé cinque gol in un tempo solo, un ragazzo del vivaio rossoblù che avrebbe compiuto vent’anni due settimane dopo e un minuto di silenzio che nessuno dei presenti ha dimenticato.

Dieci partite, e neanche vent’anni

Chi consulta l’archivio del Museo si abitua in fretta a certe cifre. Con la Lazio siamo a 139 incontri, con il Como a 35, con squadre come Juventus, Inter e Milan si viaggia molto oltre il centinaio.

Con il Frosinone siamo a dieci. E il primo risale a sabato 16 dicembre 2006.

È il confronto più giovane fra quelli catalogati dal Comitato Ricerca e Storia: cinque partite al Ferraris, cinque allo Stirpe, quattro in Serie B e sei in Serie A. Bilancio complessivo: cinque vittorie rossoblù, tre pareggi, due sconfitte.

Detto in un altro modo: è l’unico avversario del calendario che il nostro archivio ha potuto seguire dall’inizio, giorno per giorno, senza dover ricostruire nulla a posteriori. Non è un dettaglio da poco, ed è una cosa che gli archivi sportivi possono fare raramente.

La Serie B più strana che si ricordi

Per capire quella prima volta bisogna ricordare in che campionato ci trovavamo.

La stagione 2006-07 è la Serie B del dopo-Calciopoli: in cadetteria erano finite la Juventus, retrocessa d’ufficio, il Napoli e il Genoa, e c’era anche il Bologna. Un torneo con quattro squadre da Serie A e un livello che la categoria non aveva mai avuto.

Dentro quel campionato entrava per la prima volta nella sua storia anche il Frosinone, promosso dalla Serie C1 la primavera precedente. Per una società fondata nel 1928, era l’esordio assoluto nel secondo campionato nazionale.

Il Genoa, dal canto suo, era guidato da Gian Piero Gasperini e a fine anno sarebbe tornato in Serie A dopo dodici stagioni di assenza.

Ecco perché nel nostro archivio la riga «16 dicembre 2006» pesa più di quanto suggerisca la data: è il punto in cui due storie molto diverse si sono incrociate per la prima volta.

Cinque gol in un tempo solo

La partita fu una di quelle che oggi si guardano in differita per il gusto di riguardarle.

Il Genoa segnò dopo pochi secondi dal fischio d’inizio con il portoghese Diogo Tavares Conceição, servito in verticale dal brasiliano Adailton. Al 12′ arrivò il raddoppio: cross dalla bandierina dello stesso Adailton e colpo di testa di un ragazzo cresciuto nel vivaio rossoblù, Domenico Criscito, che avrebbe compiuto vent’anni quattordici giorni dopo.

Al 25′ l’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni negò al Genoa un rigore piuttosto netto; tre minuti dopo Francesco Lodi accorciò con un sinistro da venti metri. Al 34′ il rigore non poté più essere evitato — atterrato Diogo dal portiere Zappino — e Giuseppe Greco lo trasformò per il 3-1.

A chiudere le marcature ci pensò l’italo-venezuelano Massimo Margiotta, in area, alle spalle di Nicola Barasso. Per Barasso, quella fu l’ultima partita da portiere del Genoa.

Tre a due, e tutti e cinque i gol nel primo tempo. Nel secondo non si segnò più: soprattutto per merito di Zappino, che nella ripresa tenne in piedi i suoi.

La cronaca dettagliata di quel pomeriggio è opera di Stefano Massa, del Comitato Ricerca e Storia del Museo: è grazie a lavori come il suo che una partita di metà dicembre di vent’anni fa non si riduce a un risultato in una tabella.

Il minuto di silenzio

C’è però un motivo per cui chi era al Ferraris quel giorno ricorda soprattutto i minuti prima del fischio d’inizio.

La sera precedente, nel centro sportivo di Vinovo, due ragazzi del settore giovanile della Juventus — Alessio Ferramosca, diciassette anni, e Riccardo Neri, quattordici — erano annegati nel laghetto artificiale dell’impianto mentre cercavano di recuperare un pallone finito in acqua al termine dell’allenamento.

Il giorno dopo tutti i campi d’Italia si fermarono. Al Ferraris, Genoa e Frosinone osservarono un minuto di raccoglimento ed entrarono in campo con il lutto al braccio.

Un archivio non conserva soltanto reti e classifiche. Conserva anche i giorni in cui il calcio si è fermato a guardare qualcosa di più grande di sé, e questa è una di quelle righe.

Al Ferraris il Frosinone non ha mai vinto

Passando ai numeri, il dato che salta all’occhio è quello di Marassi.

In cinque partite giocate allo stadio Luigi Ferraris, il Frosinone non ha mai portato via punti pieni: tre vittorie del Genoa e due pareggi. Nessuna sconfitta rossoblù.

DataCompetizioneRisultato
16 dicembre 2006Serie BGenoa–Frosinone 3-2
3 aprile 2016Serie AGenoa–Frosinone 4-0
3 marzo 2019Serie AGenoa–Frosinone 0-0
18 dicembre 2022Serie BGenoa–Frosinone 1-0
30 marzo 2024Serie AGenoa–Frosinone 1-1

In trasferta la storia è diversa e molto più equilibrata: due vittorie, un pareggio e due sconfitte, con l’ultima affermazione rossoblù a Frosinone che risale al 2018.

Piątek, due gol in tre minuti

Se il 2006 è la prima volta, la partita che i tifosi più giovani ricordano meglio è probabilmente quella del 30 settembre 2018, allo Stirpe.

Il Genoa vinse 1-2 con una doppietta di Krzysztof Piątek nel giro di tre minuti, al 33′ e al 36′. Camillo Ciano accorciò su rigore prima dell’intervallo. Era l’autunno in cui il polacco segnava a ogni partita e in cui mezza Europa cominciava a chiedere informazioni su di lui.

Anche questa, per l’archivio, è una riga come le altre. Ma è la dimostrazione che un confronto «giovane» non è un confronto senza storie: bastano dieci partite per accumularne parecchie.

Archiviare mentre succede

C’è una cosa che questo particolare avversario permette di raccontare meglio di tutti gli altri.

Quasi sempre, il lavoro del Comitato Ricerca e Storia è un lavoro all’indietro: recuperare giornali, verificare date, incrociare tabellini, ricostruire formazioni di partite giocate ottanta o cento anni fa, quando le fonti sono poche e talvolta si contraddicono fra loro.

Con il Frosinone no. Qui l’archivio si è formato in diretta, partita dopo partita, a partire da un pomeriggio del 2006. E questo consente di vedere chiaramente una cosa che di solito resta nascosta: un archivio non è una fotografia scattata alla fine, è un gesto ripetuto ogni volta che si gioca.

Fra ottant’anni, qualcuno consulterà la scheda di Genoa–Frosinone come oggi noi consultiamo quella di una partita del 1946. Troverà date esatte, marcatori, competizioni. Non perché siano stati ricostruiti, ma perché qualcuno li ha scritti mentre accadevano.

L’archivio della Fondazione

Tutti i dati di questo articolo provengono dal lavoro del Comitato Ricerca e Storia del Museo del Genoa. L’elenco integrale dei precedenti con il Frosinone — ogni singolo incontro, con data, competizione e risultato — è liberamente consultabile: Tutti i precedenti tra il Genoa e il Frosinone. Lo stesso vale per ogni altro avversario, nella sezione Collezioni e ricerca.

Chi volesse partire dall’inizio può farlo dalla storia del Genoa CFC, che di anni ne racconta centotrentatré.

È materiale aperto a tutti: tifosi, giornalisti, ricercatori, curiosi. Conservare la memoria di un club significa anche renderla accessibile — comprese le pagine appena scritte.

Sabato 12 settembre, ore 15, Stadio Luigi Ferraris. La sfida numero 11.

Il Museo del Genoa è in via al Porto Antico 4, a Genova. Orari e modalità di visita nella pagina Visita; le esposizioni in corso in Mostre e percorsi.

Il lavoro di catalogazione e conservazione dell’archivio storico è possibile grazie a chi sceglie di sostenerci: scopri come nella pagina Sostienici.