03/09/2026
STORIE NELLA STORIA | Genoa–Como: l’8–2 che sembra un errore di stampa
Venerdì il Grifone ospita il Como per la sfida numero 36. Ma nell’archivio della Fondazione, alla voce di questo confronto, c’è un risultato che ogni volta bisogna ricontrollare due volte — e una domanda che riguarda il mestiere stesso di chi conserva la memoria.
Un risultato che non sembra vero
Ci sono cifre, negli almanacchi, che sembrano refusi. Questa è una di quelle.
Domenica 22 aprile 1923: Esperia Como–Genoa 2–8.
Otto reti in trasferta. Non in un’amichevole di fine stagione, non contro una squadra di categoria inferiore: in un campionato di massima serie, la Prima Divisione, girone B della Lega del Nord.
Ma chi era l’Esperia Como?
Qui la storia si fa interessante, e spiega perché nell’archivio della Fondazione i precedenti con il Como occupano due sezioni distinte invece di una.
Per un certo periodo, a Como, di squadre di buon livello ce n’erano due. Il Como Foot Ball Club, fondato il 25 maggio 1907, e l’Esperia Como Football Club. Entrambe avevano disputato due campionati di massima serie: l’Esperia nel 1914-15 e nel 1922-23, il Como nel 1921-22.
Il 21 maggio 1926 le due società si fusero, dando vita all’Associazione Calcio Comense. Nel 1937 arrivò un’ulteriore fusione, con l’Associazione Sportiva Ardita, e da lì nacque l’Associazione Calcio Como.
Ecco perché quell’8–2 non compare nella colonna dei precedenti con il Como, ma in quella dedicata alla sua antecedente. Senza un archivio che tenga distinte le due storie, quel risultato semplicemente sparirebbe.
La squadra che segnò quegli otto gol
C’è un motivo se il Genoa, quel pomeriggio, ne fece otto.
La stagione 1922-23 è la più straordinaria della storia rossoblù: ventotto partite, ventidue vittorie, sei pareggi, nessuna sconfitta. Settantacinque gol realizzati, ventuno subiti. In panchina William Garbutt, l’inglese arrivato a Genova nel 1912 e diventato il primo allenatore professionista del calcio italiano.
Tre mesi dopo la trasferta di Como, in luglio, quella squadra avrebbe battuto la Lazio nella doppia finale conquistando l’ottavo scudetto. Il racconto completo di quella giornata è in questo articolo del nostro archivio.
Per rivedere una squadra chiudere il massimo campionato da imbattuta bisognerà aspettare cinquantasei anni.
Il Ferraris, terreno ostile
Venendo al Como propriamente detto, il bilancio complessivo dice 35 incontri ufficiali: 11 vittorie rossoblù, 15 pareggi, 9 sconfitte, 42 reti a 38.
Il dato che colpisce riguarda però le partite in casa. Al Ferraris i confronti sono stati 17, e il Como ne ha vinti due soltanto — uno dei quali arrivato di recente, il 26 aprile 2026. Per il resto: nove vittorie del Genoa, sei pareggi, 22 gol fatti e 12 subiti.
In trasferta la storia si ribalta: su 18 partite giocate a Como, il Genoa ne ha vinte due.
Una sfida di Serie B (e di una coppa che non esiste più)
C’è un ultimo dato che racconta questo confronto meglio di qualsiasi altro.
Dei 35 incontri ufficiali, appena 9 si sono giocati in Serie A. Ventidue sono di Serie B, uno di Coppa Italia e due di Coppa Alta Italia.
Quest’ultima merita una spiegazione. Nel 1945 l’Italia usciva dalla guerra divisa in due dalla Linea Gotica: organizzare un campionato nazionale era impossibile, e la Federazione decise di far ripartire il calcio separando Nord e Sud. La Coppa Alta Italia era il torneo riservato alle squadre settentrionali rimaste fuori dai gironi finali — una competizione nata dall’emergenza, poi scomparsa.
È in quella coppa dimenticata che si colloca il risultato più netto del confronto con il Como moderno: Genoa–Como 4–0, giovedì 30 maggio 1946.
In altre parole: Genoa e Como si sono incontrati soprattutto negli anni difficili, quelli che raramente finiscono nelle celebrazioni ufficiali ma che chi era sugli spalti ricorda benissimo.
Una domanda da archivisti: quante volte è nato il Como?
C’è un problema che chi conserva questi dati deve affrontare, e che di solito resta invisibile a chi li legge.
Il Como è fallito tre volte: nel 2004, nel 2016 e nel 2017. Ogni fallimento comporta, formalmente, la nascita di una nuova società. Quindi: i precedenti vanno azzerati a ogni ripartenza, o si considerano in continuità?
Il documento della Fondazione esplicita la scelta compiuta: avendo il club proseguito senza interruzioni la propria attività, il Como viene considerato a livello statistico un’unica società. Non è un dato, è una decisione metodologica — e viene dichiarata, così che chiunque consulti l’archivio sappia con quale criterio sono stati contati quei 35 incontri.
È un dettaglio piccolo che dice molto su cosa significhi tenere un archivio serio: non basta raccogliere i numeri, bisogna anche spiegare come si è deciso di contarli.
L’archivio della Fondazione
Tutti i dati di questo articolo provengono dal lavoro del Comitato Ricerca e Storia del Museo del Genoa. L’elenco integrale dei precedenti — comprese le due partite con l’Esperia Como — è liberamente consultabile: Tutti i precedenti tra il Genoa e il Como e la sua antecedente. Lo stesso vale per ogni altro avversario, nella sezione Collezioni e ricerca.
È materiale aperto a tutti: tifosi, giornalisti, ricercatori, curiosi. Conservare la memoria di un club di 133 anni significa anche renderla accessibile — e includere le partite che nessuno festeggia.
Venerdì 4 settembre, allo Stadio Luigi Ferraris, si scrive il capitolo numero 36.
Il Museo del Genoa è in via al Porto Antico 4, a Genova. Orari e modalità di visita nella pagina Visita; le esposizioni in corso in Mostre e percorsi.
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