STORIE NELLA STORIA | Lazio–Genoa: quando la prima volta fu una finale scudetto

Domenica 30 agosto il Grifone torna all’Olimpico per la 140ª sfida contro i biancocelesti. Ma la storia di questo confronto comincia nel modo più clamoroso possibile: con un titolo italiano in palio, un ragazzo di diciassette anni e un film rimasto perduto per un secolo.

Luglio 1923: si comincia dalla fine

Ci sono avversari che si incontrano per la prima volta in una domenica qualunque di campionato, magari a metà classifica, e nessuno se ne accorge. Genoa e Lazio no.

La prima volta che rossoblù e biancocelesti si sono trovati uno di fronte all’altro era il luglio del 1923, e in palio c’era lo scudetto.

Il campionato di allora funzionava diversamente da oggi: le vincitrici dei gironi settentrionale e meridionale si affrontavano in una finalissima di andata e ritorno per assegnare il titolo. Da una parte il Genoa, che dominava il calcio italiano da un ventennio. Dall’altra la Lazio, che si era guadagnata il diritto di giocarsi tutto.

Domenica 15 luglio 1923, a Genova, finisce 4–1: reti di Edoardo Catto al 9′, Dino Mariani al 38′, Ottavio Barbieri su rigore al 43′ e Renzo De Vecchi ancora su rigore al 49′; per la Lazio segna Filippi al 70′.

Domenica 22 luglio, a Roma, sul campo della Rondinella — l’Olimpico non esisteva ancora — arriva il 2–0 firmato da Emilio Santamaria e ancora Catto. Ottavo scudetto del Genoa Cricket and Football Club.

Il racconto completo di quella giornata, firmato da Stefano Massa del Comitato Ricerca e Storia del Museo, è in questo articolo del nostro archivio.

Gli Invincibili

Quel Genoa non era una squadra qualsiasi.

In tutta la stagione 1922-23 non perse nemmeno una partita. Ventotto gare, ventidue vittorie, sei pareggi, zero sconfitte. Settantacinque gol realizzati, ventuno subiti. In panchina sedeva William Garbutt, l’inglese arrivato a Genova nel 1912 e diventato il primo allenatore professionista della storia del calcio italiano.

Per rivedere una squadra chiudere il massimo campionato senza sconfitte bisognerà aspettare il Perugia di Castagner nel 1978-79 — che però non vinse lo scudetto. L’accoppiata titolo più imbattibilità tornerà solo con il Milan di Capello nel 1991-92 e con la Juventus di Conte nel 2011-12.

In quella rosa c’erano uomini che meritano una riga ciascuno. Renzo De Vecchi, capitano del Genoa e della Nazionale, che i giornali dell’epoca chiamavano «il figlio di Dio». Giovanni De Prà, detto «il Ragno», futuro portiere degli Azzurri. Dino Mariani, che nel 1912 era stato il primo genoano a vestire la maglia della Nazionale italiana.

E Luigi Burlando, che nel 1920 andò alle Olimpiadi di Anversa convocato dalle Nazionali italiane di calcio e di pallanuoto: due sport, stessa Olimpiade.

L’ultimo di quella squadra ad andarsene fu l’attaccante Guido Aycard, il 5 ottobre 1993, giorno del suo novantesimo compleanno. Era l’unico dei sessantasei campioni d’Italia del Genoa ancora in vita nell’anno del Centenario della società.

Chi voglia approfondire quegli anni può partire dalla storia del Genoa CFC raccontata nel nostro sito.

Il ragazzo di diciassette anni

C’è un dettaglio, in quella finale di ritorno, che allora non poteva sembrare importante a nessuno.

La Lazio schierava come centravanti un ragazzo che non aveva ancora compiuto diciotto anni: si chiamava Fulvio Bernardini.

Trentatré anni dopo, quel Bernardini sarebbe stato l’allenatore della Fiorentina campione d’Italia, imbattuta come lo era stato il Genoa nel ’23. E il 3 giugno 1956, al Ferraris, la sua Fiorentina perde 3–1 contro il Grifone.

In Tribuna d’Onore quel pomeriggio, invitati dalla società, ci sono alcuni signori tra i cinquanta e i sessant’anni: sono gli Invincibili del 1922-23, gli stessi che a Roma avevano battuto quel diciassettenne. Trentatré anni dopo si ritrovano a vederlo perdere di nuovo, questa volta dagli spalti.

Il piroscafo, e il film ritrovato in una cantina

Finita la finale, quel Genoa non andò in vacanza. Si imbarcò su un piroscafo diretto in Sud America, invitato a una tournée tra Argentina e Uruguay per portare il calcio locale a confrontarsi con il livello europeo.

Di quel viaggio esisteva un filmato. Se ne erano perse le tracce per un secolo.

È stato ritrovato nel 2023, nella cantina di una signora in Valtellina, grazie alla collaborazione tra il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana e la Fondazione Home Movies di Bologna, e restaurato con il contributo della Fondazione Genoa 1893 ETS. La storia del ritrovamento è raccontata qui.

Il film restaurato è visibile al Museo del Genoa. Sono immagini di cento anni fa, di una squadra che aveva appena battuto la Lazio per lo scudetto e stava attraversando l’Atlantico.

Un secolo dopo: 139 partite quasi in parità

Da quella finalissima sono passate altre 138 partite. Il bilancio complessivo racconta un confronto sorprendentemente equilibrato: 53 vittorie della Lazio, 36 pareggi, 50 del Genoa. Nei soli campionati di Serie A i confronti diretti sono 108.

C’è però un capitolo che pende decisamente da una parte, ed è quello romano. Delle 55 sfide di Serie A giocate in casa della Lazio, il Genoa ne ha vinte 9.

È un dato che spiega perché certe trasferte restino impresse più di altre. L’ultima vittoria rossoblù all’Olimpico porta la data del 27 agosto 2023, decisa da un gol di Mateo Retegui.

Un’ultima curiosità, di quelle che piacciono ai collezionisti di statistiche: il giocatore che ha segnato più gol nella storia di Lazio–Genoa non è una bandiera dell’una o dell’altra squadra, ma un doppio ex, Ciro Immobile, con 12 reti.

L’archivio della Fondazione

Tutti i dati che avete letto in questo articolo non arrivano da un database comprato: arrivano dal lavoro di catalogazione che il Comitato Ricerca e Storia del Museo porta avanti da anni, partita dopo partita.

L’elenco integrale dei precedenti tra Genoa e Lazio — ogni singolo incontro, con data, competizione e risultato — è liberamente consultabile: Tutti i precedenti tra il Genoa e la Lazio. Lo stesso vale per tutti gli altri avversari, nella sezione Collezioni e ricerca.

È materiale che mettiamo a disposizione di chiunque voglia consultarlo: tifosi, giornalisti, ricercatori, curiosi. Conservare la memoria di un club che ha 133 anni significa anche renderla accessibile.

Domenica 30 agosto, ore 20:45, Stadio Olimpico. La 140ª volta.

Il Museo del Genoa è in via al Porto Antico 4, a Genova. Trovi orari e modalità di visita nella pagina Visita, e le esposizioni in corso in Mostre e percorsi.

Il lavoro di conservazione e restauro dell’archivio storico — compreso quello del film del 1923 — è possibile grazie a chi sceglie di sostenerci: scopri come nella pagina Sostienici.