Addio ad Alfredo Magni, co-allenatore del Genoa nel 2000/2001

Nel paese natale (era venuto al mondo mercoledì 7 febbraio 1940) di Missaglia, uno degli
ottantaquattro comuni della provincia di Como che con sei di quelli di Bergamo sono passati alla
provincia di Lecco, istituita trentaquattro anni or sono, è deceduto giovedì 21 maggio 2026,
all’età di ottantasei anni, Alfredo Magni, che ebbe funzione ufficiale di allenatore per poco più di
due mesi nel Genoa durante il Campionato di Serie B 2000/2001. Il sodalizio rossoblù aveva
all’inizio della stagione agonistica confermato Bruno «Maciste» Bolchi, che, subentrato a Delio
Rossi nel campionato precedente, aveva ottenuto 33 punti in sedici incontri (tenendo una media
che, riprodotta su un intero campionato, avrebbe prodotto quasi 80 punti, cioè promozione sicura
in Serie A, visti i quattro posti che garantivano il «salto di categoria» e il fatto che non sempre la
squadra vincitrice del campionato «cadetto» arrivava ai 70). Bolchi, però, ottenne tre pareggi e
due sconfitte nelle prime cinque giornate e il presidente del Genoa, Enrico «Gianni» Scerni
decise di licenziarlo, sostituendolo con quello che era l’allenatore della squadra «Primavera»,
Guido Carboni I, il quale non aveva il «patentino» per allenare in Serie B e, quindi, in base al
regolamento dell’epoca, lo avrebbe potuto fare autonomamente solamente per un mese. Le
cinque partite in cui il Genoa fu guidato dal solo tecnico aretino incominciarono e terminarono
con sconfitte esterne (0-1 a Terni e 0-2 nel «derby» contro la Sampdoria) e furono caratterizzate
da due «risultati utili» interni (1-1 contro il Venezia e 2-1 contro il Cosenza), inframmezzati da
uno in trasferta (1-1 a Pescara). A quel punto Carboni I doveva essere «affiancato» da un
allenatore con «patentino» in regola e venne scelto proprio l’esperto Magni (rispetto a oggi c’era
molta più tolleranza rispetto allo svolgimento delle funzioni dell’allenatore «effettivo» e di
quello «nominale», quale fu nella sua breve esperienza genoana Magni).
Nella prima partita, disputatasi al “Luigi Ferraris” domenica 12 novembre 2000, cinque giorni
dopo la sconfitta nella «stracittadina», il Genoa passò in svantaggio con il Monza, la squadra in
cui Magni aveva giocato come «stopper» per sette stagioni agonistiche negli anni Sessanta e che
aveva guidato come allenatore per nove, quando, al 31’ della ripresa, con Christian Lantignotti I i
brianzoli sbloccarono il risultato, creando i presupposti per una rumorosa contestazione da parte
di un nutrito gruppo di ultras rossoblù che, dopo essere riuscito a spostarsi nei Distinti, assunse
un atteggiamento minaccioso nei confronti dei padroni di casa, i quali, però, riuscirono in meno
di dieci minuti a trasformare i pesanti insulti che stavano ricevendo in entusiastiche acclamazioni
grazie alla «doppietta» di Marco «Carpa-goal» Carparelli al 40’ e al 49’ inframmezzata dalla rete
di Giovanni «Giovannino» Stroppa al 45’. Nelle successive nove partite arrivarono solamente
due successi – entrambi casalinghi – contro il Torino (per 2-1, con rete della vittoria nel recupero
della ripresa di Gaetano Grieco) e contro il Cittadella (per 3-1), ma anche, oltre a un
rocambolesco pareggio a Pistoia (per 3-3) e due più scialbi per 0-0 a Crotone e in casa contro il
Treviso, e le sconfitte per 0-1 ad Ancona, per 1-2 a Piacenza, per 0-3 a Cagliari e per 0-1 al
“Luigi Ferraris” nell’anticipo di venerdì 26 gennaio 2001 contro il capolista ChievoVerona,
proiettato verso la sua prima «storica» promozione in Serie A, che segnò, con il Genoa a pari
punti (20) con la Pistoiese, con dietro solamente Ravenna, Pescara e Monza, rispettivamente a
15, 12 e 11 punti, il «capolinea» dell’esperienza della «diarchia» Carboni I-Magni. Per sole due
partite, entrambe perse (0-1 a Siena e 1-2 contro l’Empoli) sedette nuovamente sulla panchina
rossoblù Bolchi, dopodiché dal nuovo presidente del Genoa, Luigi «Nube che corre» Dalla Costa,
venne chiamato a salvare – impresa da lui portata a termine – la compagine rossoblù il
«Professore» Francesco «Franco» Scoglio (nelle prime due partite, pareggiata 1-1 a Ravenna e
vinta 1-0 a Salerno, ufficialmente l’allenatore era Claudio Onofri, perché il tecnico eoliano doveva perfezionare legalmente la sua separazione dalla Nazionale Tunisina, di cui era
Commissario Tecnico).


Alla famiglia Magni vadano le più sentite condoglianze della Fondazione Genoa 1893.


Stefano Massa
(membro del Comitato Storico Scientifico della Fondazione Genoa 1893)