Nascere Genoani di Gino Paoli

Il padre della mia prima moglie aveva la tessera numero uno del Genoa. Faceva il postino e la sua
unica passione era quella benedetta squadra di calcio. Per me questo era un problema, perché di
domenica sera, quando accompagnavo a casa, a Castelletto, la mia allora fidanzata, in piazza Portello
dovevo guardare un cartello dove erano segnati i risultati delle partite e, se il Genoa aveva perso,
lasciavo Anna almeno a cento metri da casa e me ne andavo più velocemente che potevo.
Erano purtroppo più le volte che dovevo scappare che quelle nelle quali potevo arrivare alla porta di
casa e salutare il signor Fabbri. Come si fa a essere genoani? Si nasce, come si nasce bruni o biondi,
bianchi o neri, alti o bassi. Credo sia nel Dna. Non è una scelta ma un destino. Certo c’è il fascino di
quel nome, “Genoa football and cricket club”, che sa un po’ di inglese gentiluomo, ci sono i tanti
scudetti conquistati tanto tempo fa, c’è che dire Genoa è come dire Genova, un po’ come a Torino, dove
i veri torinesi non sono juventini; così anche per noi genoani l’altra squadra del cuore è sempre stata il
vecchio Torino.
Ed io sono nato genoano, “coppiano” e “mazzinghiano”. L’Italia è sempre stata divisa in due su
qualsiasi cosa ed io non facevo eccezione.
Ma sono stato felice del successo dell’altra squadra, la Sampdoria, quando ha conquistato lo scudetto e
sono andato alla loro festa perché è da sportivi e da uomini decenti essere felici che tutto ciò che viene
da Genova abbia successo.
È divertente e comico sfotterci a vicenda come faccio spesso con i miei amici Arnaldo Bagnasco e
Flavio Gaggero, sampdoriani di ferro, ma il fatto più importante è che siamo genovesi di ferro e questo
ci lega più di qualsiasi divisione sportiva. Perché sta lì la ragione prima dello Sport: la competizione che
invece di dividere unisce di più, come potrebbe dire chiunque abbia fatto un po’ di boxe.
Il Genoa è vecchio, molto vecchio, e come tutti i vecchi ha bisogno di essere amato.

Amiamolo.


Cantautore
[tratto dalle pagine 97 e 98 di Essere genoani, Quaderni della Fondazione, Le Mani, Recco (GE), 2006]