Addio a Giovanni Bolzoni, ala destra del Genoa all’inizio degli anni Sessanta

A Lavagna (GE), all’età di 88 anni, è deceduto venerdì 13 marzo 2026 Giovanni «Sconquasso»
Bolzoni, ala destra nata a Codogno, cittadina all’epoca in provincia di Milano e attualmente di Lodi,
dall’istituzione di tale nuova provincia trentaquattro anni fa, venerdì 12 novembre 1937. La cessione di
Massimo Coda, dopo il prestito annuale alla Cremonese, dal Genoa alla Sampdoria per 500.000 euro +
«bonus» avvenuta venerdì 12 luglio 2024, aveva posto il problema di quando ci fosse stata l’ultima
trattativa tra le due squadre genovesi, visto che Vincenzo «Aeroplanino» Montella nel 1996 era stato
riscattato dall’Empoli, proprietario di metà del «cartellino», prima di essere ceduto al sodalizio
blucerchiato e Giorgio «Custer» Garbarini nel 1971 e Alessandro «Sandro» Scanziani nel 1986 si erano da esso svincolati prima di approdare al Genoa. Dovrebbe essere proprio Bolzoni il precedente più recente prima del miglior realizzatore di tutti i tempi nella «cadetteria». Nel
pomeriggio dell’ultimo giorno di «calciomercato» estivo, con il Genoa appena retrocesso in Serie B e, a
causa di una tentata «combine» nell’incontro perso 1-2 in casa dell’Atalanta domenica 17 aprile 1960,
penalizzato di dieci punti – poi ridotti a sette – per il successivo campionato, dopo due ore e mezza di
trattativa con il presidente blucerchiato Alberto «il Comandante» Ravano, il membro del Consiglio di
Presidenza del Genoa, Aldo Dapelo, acquistò per 18.900.000 lire Bolzoni, che, dopo essersi formato
nella piccola squadra di paese del Guardamiglio, aveva giocato nelle giovanili della Sampdoria, con cui
aveva vinto nel 1958 il prestigioso Torneo Giovanile Internazionale di Viareggio Coppa Carnevale e
disputato negli ultimi tre campionati – tutti di Serie A – ventiquattro incontri (metà dei quali nel primo,
in cui era andato a segno ben cinque volte) con sette reti realizzate.
Dopo l’esordio ufficiale nel Genoa, immediatamente estromesso dalla Coppa Italia, in quanto
sconfitto 1-2 in casa dal Prato domenica 4 settembre 1960, ventuno giorni dopo Bolzoni ci mise soltanto
dieci minuti a segnare con una prodezza acrobatica – «sforbiciata» di destro – la sua prima rete
all’esordio in Campionato nella partita persa 1-2 in casa contro il Marzotto Valdagno, che gettò nello
sconforto i tifosi rossoblù, già scossi dalla pesante penalizzazione. Bolzoni andò a segno anche nei primi
due incontri in trasferta (rete del definitivo 2-2 in casa del Como – con tanto di applausi dei tifosi lariani
per il virtuosismo utilizzato per realizzarla – domenica 2 ottobre 1960 e – da opportunista – della
vittoria per 1-0 a Prato quattordici giorni dopo) e in un altro in trasferta, a Natale di quel 1960, contro il
Simmenthal Monza, effettuando un forte tiro a mezz’altezza a metà della ripresa che diede la rete del
provvisorio vantaggio nell’incontro conclusosi con il risultato di 1-1. Alla fine di quel non memorabile
campionato Bolzoni giocò, senza segnare reti, le due partite di Coppa dell’Amicizia Italo-Francese
(ancora strutturata come una sfida «cumulativa» dei risultati ottenuti dalle singole squadre delle due
nazioni in una doppia sfida), in cui, affrontando il Cannes, il Genoa venne sconfitto 2-3 in casa
domenica 11 giugno 1961 e pareggiò 1-1 in trasferta sette giorni dopo.
Ben diverse furono le soddisfazioni nella successiva stagione agonistica, che, anche se incominciò con
l’immediata eliminazione in Coppa Italia al “Flaminio” di Roma contro la Lazio, vittoriosa per 3-1,
domenica 27 agosto 1961 (Bolzoni, essendosi infortunato, fu sostituito – come consentito dal
regolamento di quella competizione – dopo nove minuti di gioco da Sauro Fracassa), proseguì
trionfalmente con la vittoria «a mani basse» del Campionato di Serie B e la conquista della Coppa delle
Alpi! Sotto la guida del nuovo allenatore Renato Gei, la squadra si dimostrò di caratura superiore alle
caltre partecipanti al campionato «cadetto». Bolzoni, curiosamente assente solamente nella partita
iniziale (Genoa-Hellas Verona 2-1 di domenica 3 settembre 1961) e in quella finale (Lucchese Libertas-
Genoa 0-2 di domenica 3 giugno 1962) delle trentotto in calendario, realizzò sette reti, collocandosi tra i
marcatori rossoblù alle spalle dell’italo-inglese Edwin Ronald «Tacchino freddo» Firmani e Gastone
«Nordahlinho» Bean, i due ottimi attaccanti, autori rispettivamente di diciassette e venti segnature: la
rete in contropiede, sfruttando la sua grande velocità, che diede la vittoria (1-0) a sette minuti dalla fine
a Bari domenica 17 settembre 1961, quelle d’apertura nel 2-1 casalingo al Como – da opportunista – e nel 2-0 esterno all’Alessandria – di forza – nelle domeniche 8 e 22 ottobre 1961 e quella del definitivo
4-2 – facile tocco in sospetta posizione di fuorigioco da pochi metri – casalingo alla Sambenedettese
domenica 7 gennaio 1962 e quella del secondo pareggio rossoblù – rasoterra «di prima intenzione» su
passaggio di Bean – nella partita vinta 4-2 in casa contro la Lucchese Libertas quattordici giorni dopo,
quella del definitivo 3-0 – con un gran tiro al volo su passaggio di Bean – casalingo al Parma domenica
25 gennaio 1962 e quella del provvisorio vantaggio – con un diagonale dopo un minuto di gioco di
gioco – nella sconfitta esterna per 1-2 contro la Sambenedettese domenica 20 maggio 1962. Dopo la
promozione in Serie A, Bolzoni, pur non disputando la Finalissima (1-0 casalingo al Grenoble venerdì
29 giugno 1962), venne schierato in due dei quattro incontri della vittoriosa Coppa delle Alpi.
Nel Campionato 1962/1963 Bolzoni tornò con il Genoa a giocare in Serie A. Nelle prime tredici
partite venne sempre schierato e segnò con un gran tiro da una ventina di metri la rete del definitivo 2-0
nell’incontro casalingo al Venezia di domenica 30 settembre 1962 e con una bellissima «sforbiciata» di
destro da pochi metri su traversone dalla sinistra di Massimo «Max» Giacomini la quarta nel successo
interno per 5-0 a spese del Palermo domenica 18 novembre 1962. Delle restanti ventuno partite ne
disputò solamente un terzo, lasciando la maglia n. 7 in quattro occasioni al brasiliano José Germano de
Sales «Germano» e in dieci al talentuoso Luigi «Luigino» Meroni II, le cui ottime prestazioni
convinsero la dirigenza rossoblù a puntare su di lui nel successivo campionato e a cedere Bolzoni al
Napoli, che, scavalcato in classifica all’ultima giornata dal Genoa, era retrocesso in Serie B. Da
ricordare anche la sua rete del provvisorio vantaggio rossoblù – aggiramento sulla destra del portiere
Emanuele Quadrello e tocco nella porta sguarnita dopo essere scattato, molto probabilmente in
posizione irregolare, sulla «verticalizzazione» del brasiliano Almir Morães de Albuquerque «Almir», a
venti minuti dalla fine mercoledì 3 aprile 1963 a Bari in Coppa Italia (aveva anche giocato in quella
competizione nell’iniziale vittoria a Udine per 3-0 domenica 9 settembre 1962) nel Quarto di Finale,
beffardamente perso dagli ospiti 1-2 per una rete di Antonio «Tony» Giammarinaro al 16’ del secondo
tempo supplementare, e la sua mancata partecipazione a tutti e quattro gli incontri della vittoriosa Coppa
dell’Amicizia Italo-Francese nel giugno del 1963.
Nel Napoli Bolzoni restò per tre stagioni agonistiche, conquistando la promozione al termine della
seconda e la Coppa delle Alpi al termine dell’ultima, dopodiché si trasferì alla Salernitana, con cui
retrocesse in Serie C al termine del primo e vi rimase in quello successivo e all’inizio del terzo prima di
ritornare con il «calciomercato» autunnale in Liguria alla Ruentes Rapallo, che in quella stagione
agonistica non riuscì a evitare la retrocessione in Serie D.
Sabato 7 dicembre 2019 Bolzoni venne con Lorenzo Piquè, suo ex compagno di squadra nella fase
iniziale della sua esperienza in maglia rossoblù, a visitare il Museo della Storia del Genoa, di cui aveva
accolto con grande piacere l’invito.
Alla famiglia Bolzoni vadano le più sentite condoglianze della Fondazione Genoa 1893.

Stefano Massa
(membro del Comitato Storico Scientifico della Fondazione Genoa 1893)