Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, ricorda la liberazione dei prigionieri ebrei nel campo di concentramento di Auschwitz, che era il più grande e spaventoso di tutti: è una data simbolica per commemorare le vittime della Shoah e riflettere sulle responsabilità storiche che la resero possibile.
Oggi vogliamo ricordare un episodio avvenuto a Genova, che aiuta a comprendere il contesto politico-culturale dell’Italia di quegli anni.
Domenica 1° novembre 1936, durante Genova 1893-Bologna allo Stadio Ferraris, la partita iniziò con un ritardo rispetto a quelle giocate negli altri stadi. All’intervallo, la pausa si prolungò per permettere agli spettatori di ascoltare, tramite gli altoparlanti, il discorso con cui Benito Mussolini annunciava a Milano l’alleanza tra l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista: l’Asse Roma-Berlino.
È ragionevole pensare che solamente al “Luigi Ferraris” si sia sentito il discorso del Duce, che con la costituzione dell’asse Roma-Berlino voleva far uscire l’Italia dall’isolamento internazionale conseguente all’aggressione colonialista ai danni dell’Etiopia.
Da lì prese forma un percorso politico e culturale che, negli anni successivi, legittimò il razzismo e portò alle leggi razziali del 1938 e alle persecuzioni.
Ricordare significa anche ricostruire i passaggi, riconoscere le scelte, le parole e i momenti che hanno preparato il terreno alla tragedia del genocidio degli ebrei.



