Venerdì 16 gennaio 2026 è deceduto all’età di sessantotto anni ad Avezzano, in provincia di L’Aquila,
l’ex attaccante del Genoa nella stagione agonistica 1979/1980 Giancarlo Tacchi I jr., che era nato a
Torino, domenica 7 aprile 1957, nel giorno in cui il padre, Juan Carlos, ala sinistra argentina dei granata,
aveva perso 0-1 al “Luigi Ferraris” contro i rossoblù. Giancarlo ha avuto due fratelli minori, Oscar
Ettore, nato ad Alessandria (durante la militanza del padre tra i grigi) due anni dopo, e Vincenzo, di ben
sedici anni più giovane, calciatori: il più anziano dei due, anch’egli attaccante, ha giocato nel Genoa
nella stagione agonistica 1985/1986, mettendo a segno otto reti in ventotto presenze in Campionato e
nessuna in cinque presenze in Coppa Italia.
Arrivato dall’Avellino, squadra in cui aveva appena concluso quella che sarebbe stata per lui l’unica
stagione agonistica nella massima serie, nel Genoa di Giovanni «Gianni» Di Marzio, Tacchi I jr., ala
«tascabile» (era alto 166 cm.), dotata di buona tecnica e notevole velocità negli «spazi brevi», fece parte
del «pacchetto» offensivo dei rossoblù con Giuliano Musiello II, Roberto «Roby» Russo (due «prime
punte» che non di rado venivano schierate l’una a fianco dell’altra) e Francesco «Franco» Boito,
«riciclabile» anche come «tornante». Dei quattro attaccanti Tacchi I jr. fu quello che per il maggior
numero di volte fu utilizzato, venendo schierato in tre partite (due delle quali come subentrante) di
Coppa Italia, nelle quali non si registrarono sue segnature, e facendo registrare trentaquattro presenze
(secondo solamente a Tiziano «il Principe» Manfrin, che giocò trentacinque incontri), ventisei delle
quali partendo nell’«undici» iniziale (due volte venne sostituito), in Campionato, in cui realizzò cinque
reti, che in questa rubrica verranno rievocate.
La prima delle cinque reti con la maglia del Genoa fu l’unica segnata nell’incontro vinto domenica 14
ottobre 1979 in casa con l’Hellas Verona: al 24’ della ripresa fu abile a sfruttare un’esitazione del
difensore degli scaligeri Carmine «Mimmo» Gentile su un tiro-«cross» dalla destra di capitan Claudio
Onofri.
Domenica 23 dicembre 1979, in quella che fu la sua miglior partita con il Genoa (nel titolo
dell’articolo di “La Gazzetta dello Sport” ricevette l’epiteto di eroe di Marassi e fu definito in un
programma di una televisione locale genovese “un furetto” da Giuseppe «Oscar» Damiani sr., nei
precedenti tre campionati attaccante di grande valore del Vecchio Grifone, passato in quella stagione
agonistica al Napoli e tornato, complice la sospensione del massimo campionato per la disputa quel
giorno allo Stadio “Flaminio” di Roma dell’incontro Italia Olimpica-Jugoslavia Olimpica – vinto 1-0
dagli Azzurri – per la qualificazione ai Giuochi Olimpici di Mosca nel 1980, al “Luigi Ferraris” per
vedere giocare i «vecchi» compagni di squadra e fare a loro gli auguri natalizi) realizzò al 9’ della
ripresa la rete della vittoria casalinga per 2-1 contro il Taranto così descritta dalla «rosea»: “traversone
di [Giovanni] Lorini per Musiello [II], palla sfuggita al controllo del centravanti e irruzione stupenda di
Tacchi [I jr.] che, da posizione cosiddetta impossibile, quasi dalla linea di fondo, centrava [con il suo
tiro] la porta con rabbia, ripetiamo, da campione vero.”.
Nella successiva partita casalinga, pareggiata 1-1 contro il Palermo (oggetto di inchiesta federale per il
possibile coinvolgimento e la conseguente «manipolazione», in concorso con il centrocampista rosanero
Guido Magherini, del portiere del Genoa, Sergio Girardi, accusa poi dichiarata insussistente nel
dispositivo della sentenza processuale di mercoledì 11 giugno 1980) diede al 5’ del secondo tempo, il
vantaggio, mantenuto solamente per una dozzina di minuti, ai rossoblù con un tiro di sinistro rasoterra –
dopo un rapidissimo controllo in corsa del pallone – da destra e da dieci metri nell’angolino basso
sinistro sulla respinta di pugni del portiere Lorenzo Frison sr. di una sua precedente conclusione di
sinistro a mezz’altezza dal limite dell’area di rigore.
La sua unica rete in trasferta fu quella che sbloccò il risultato contro il Matera domenica 3 febbraio
1980 nell’incontro vinto 2-0, quando, su un terreno ai limiti della praticabilità, sfruttò magistralmente un
calcio di punizione dalla destra da più di venti metri dalla porta della compagine lucana con un tiro «a
effetto» di sinistro che mandò il pallone vicino al palo destro della porta, approfittando di due errori
concettuali del portiere Adriano Casiraghi: il posizionamento al centro della porta e la composizione di
soli tre giocatori della barriera.
Domenica 23 marzo 1980, giorno in cui venne arrestato, al termine della partita, Girardi, sette giorni
dopo la rocambolesca sconfitta nel derby (i rossoblù erano stati sconfitti 2-3 dopo essere andati per due
volte in vantaggio) Tacchi I jr. con quella che sarebbe stata la sua ultima rete con la maglia del Genoa
fece tornare il sorriso sulla bocca di ogni tifoso del Vecchio Grifone, segnando l’unica rete dell’incontro
vinto (dopo una dozzina di minuti di gioco, su azione di contropiede sulla sinistra di Sebastiano
«Sebino» Nela – già Poddi –, sfruttò il traversone rasoterra di sinistro del difensore rossoblù per calciare
«di prima intenzione», dopo aver «bruciato» sullo scatto Pietro «lo Zar» Vierchowod, con l’interno del
piede sinistro da nove metri il pallone sotto la traversa al centro della porta) in casa con il Como
capolista e poi vincitore del campionato «cadetto».
Nell’estate del 1980 Tacchi I jr. venne ceduto all’Arezzo, che militava in Serie C1 e in cui rimase
solamente per una stagione agonistica, per poi giocare ancora per quattro campionati consecutivi in
Serie B con le maglie di Lecce e Pescara (nel corso del secondo, essendo passato dalla formazione
pugliese a quella abruzzese, era tornato momentaneamente in Serie C1) e concluse la sua carriera in
Serie C1 con due stagioni agonistiche con le maglie di Foggia e Padova.
Alla famiglia Tacchi vadano le più sentite condoglianze della Fondazione Genoa 1893.
Stefano Massa
(membro del Comitato Storico Scientifico della Fondazione Genoa 1893)




